Bosco di Ospizio, consumo di suolo e affitti a Conad: il Comune fa chiarezza solo dopo le nostre denunce
Se non avessimo letto attentamente gli atti e sollevato pubblicamente il problema, chi governa il Comune avrebbe mai raccontato con trasparenza tutti gli aspetti economici dell’accordo con Conad? La risposta, evidente, è no.
La replica dell’assessore all’Urbanistica Carlo Pasini sul progetto del Bosco di Ospizio ha confermato nero su bianco quanto avevamo denunciato analizzando il testo dell’accordo.
I numeri dell’accordo: Per gli ulteriori 300 metri quadrati, il rogito prevede un canone annuo di 150 euro al metro quadrato (complessivamente 45mila euro all’anno, più rivalutazione ISTAT).
Il meccanismo di acquisto: Il 70% dei canoni versati potrà essere considerato come anticipo nel caso in cui il Comune decida di acquistare gli spazi al prezzo stabilito di 2.500 euro al metro quadrato (affitto con riscatto).
Di fronte a questa realtà, la narrazione secondo cui Conad avrebbe concesso gratuitamente tutti gli immobili pubblici in cambio del nuovo supermercato e dell’abbattimento del verde è definitivamente smontata. Una parte è ceduta gratuitamente, un’altra ha un costo rilevante per le casse pubbliche.
Le domande senza risposta per l’Amministrazione:
L’assessore sostiene che il Comune possa semplicemente rinunciare a questi spazi. A questo punto pretendiamo chiarezza:
1. L’amministrazione intende davvero utilizzare questi 300 metri quadrati?
2. Per quanti anni pagherà il canone e quale sarà il costo complessivo finale?
3. Se intende rinunciarvi, quali servizi previsti per i cittadini non saranno realizzati?
La vicenda evidenzia ancora una volta un metodo opaco: la convenzione è stata firmata appena tre giorni prima del voto in Consiglio comunale su una mozione popolare, svuotando di significato il confronto democratico. A ciò si aggiunge una continuità politica profonda con la precedente amministrazione e una gestione dell’urbanistica basata su pesanti interventi di consumo di suolo che la cittadinanza non è chiamata a decidere in anticipo.
La trasparenza non consiste nel rincorrere le opposizioni dopo che gli atti sono stati pubblicati, ma nell’informare i cittadini prima, in modo completo e senza propaganda.
