Compensi chiari in tutti i bandi e avvisi del Comune: la nostra mozione

Una proposta firmata dai consiglieri comunali Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli per garantire trasparenza e rispetto del nuovo decreto sulla parità salariale, partendo dal caso del progetto CUBO/b.û.ş.

Come Coalizione Civica abbiamo presentato una mozione in Consiglio Comunale per chiedere che in tutti i bandi, gli avvisi pubblici e le selezioni promosse dal Comune di Reggio Emilia vengano indicati chiaramente il compenso previsto, la fascia retributiva, la durata dell’attività e l’impegno richiesto.

La nostra proposta richiama il Decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, che introduce nuove disposizioni in materia di trasparenza retributiva e di pari retribuzione tra donne e uomini. La normativa stabilisce che chi si candida a una posizione debba poter conoscere in anticipo la retribuzione iniziale o la relativa fascia.

Il caso del progetto CUBO/b.û.ş.

La mozione nasce da una criticità concreta riscontrata nel recente avviso pubblico CUBO/b.û.ş., rivolto ai giovani under 35 per percorsi di attivazione giovanile e programmazione culturale.

Il Comune cerca artisti, performer, organizzatori, operatori culturali, addetti alla comunicazione e tecnici audio-luci: figure a cui si richiedono competenze specifiche, presenza e responsabilità operative. Nell’avviso, tuttavia, non viene specificato quanto percepiranno le persone selezionate. L’articolo 12 parla genericamente di una «misura di sostegno alla partecipazione» delegando agli Enti del Terzo Settore la definizione economica, senza indicare un budget complessivo, una cifra minima oraria o una fascia di compenso.

«Comprendiamo che i singoli progetti non siano ancora definiti nel dettaglio e che il numero delle ore possa dipendere dalle attività», dichiara il nostro consigliere comunale Dario De Lucia. «Ma le figure e le competenze richieste sono già chiare. Una persona che si candida deve sapere prima almeno quanto le verrà riconosciuto per ogni ora di attività».

Per la nostra forza politica, non è accettabile qualificare formalmente un percorso come esperienza formativa per giustificare l’indeterminatezza del valore economico:

«La formazione è importante, ma non può diventare una formula utilizzata per lasciare indeterminato il valore economico del lavoro», prosegue De Lucia. «Non è corretto chiedere a giovani artisti, comunicatori, organizzatori e tecnici di candidarsi senza spiegare quando, quanto e da chi saranno pagati. Un avviso promosso da un’amministrazione pubblica deve rispettare pienamente i principi introdotti dal nuovo decreto sulla trasparenza e sulla parità salariale».

Un settore da tutelare

La questione è vitale in un ambito fortemente caratterizzato da precarietà. I dati INPS relativi al 2025 mostrano una realtà complessa: sui 368.192 lavoratori dello spettacolo con almeno una giornata retribuita, la retribuzione media annua è stata di appena 11.790 euro a fronte di 99 giornate lavorative medie nell’anno. Numeri che evidenziano l’urgenza di valorizzare economicamente il lavoro artistico e culturale, soprattutto quando sostenuto da risorse pubbliche.

Cosa chiede la mozione

Con questo atto, Coalizione Civica chiede al Comune di:

 Indicare sempre la retribuzione iniziale, il compenso o la fascia retributiva in tutti gli avvisi comunali, specificando monte ore, durata, natura giuridica e criteri di calcolo.

 Rivedere, per quanto possibile, le condizioni del progetto CUBO/b.û.ş., rendendo noti budget, valore minimo orario o fasce di compenso per i giovani.

 Predisporre linee guida interne valide per tutti i settori comunali, riferendo entro 90 giorni alla Commissione consiliare competente.

«La trasparenza sul lavoro non è un dettaglio burocratico», concludono De Lucia e Aguzzoli. «Significa permettere alle persone di valutare consapevolmente un’opportunità, evitare disparità e riconoscere il valore del loro tempo e delle loro competenze. Il lavoro non è un favore e i giovani non sono risorse gratuite».