Bosco Ospizio, De Lucia: «Malaguzzi è stipendiato dall’azienda, quindi è comprensibile che sia un sostenitore di Conad».

De Lucia: «Il sindaco Massari e l’assessore Pasini hanno raccontato per anni che sarebbe stato tutto gratis, ma era una balla. Per i 300 metri quadrati aggiuntivi il rogito prevede 45.000 euro all’anno di affitto. Alla fine hanno dovuto ammetterlo»

«L’architetto Malaguzzi è un professionista incaricato e pagato dalla società che vuole realizzare l’intervento. È quindi comprensibile che sia partigiano di Conad e che voglia vedere questo progetto portato a termine. Ma lo invito a non sostituirsi agli amministratori del Partito Democratico, perché le domande che abbiamo posto riguardano le responsabilità politiche di chi governa Reggio Emilia».

A intervenire è il consigliere comunale di Coalizione Civica Dario De Lucia in risposta alle polemiche dell’architetto Malaguzzi, progressista di Centro Cooperativo di Progettazione società cooperativa – azienda affialiata a Legacoop – , che sta seguendo i lavori per Conad al Bosco di Ospizio.  

«Un progettista può scegliere liberamente sul mercato i progetti, i clienti e le battaglie da sostenere, per compenso economico o per passione. Gli amministratori seri, invece, devono essere partigiani della comunità e avere come bussole la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche».

«Per anni il sindaco Massari, l’assessore Pasini e tutta l’allegra brigata del PD e dei suoi sodali hanno raccontato ai cittadini che tutte le strutture pubbliche previste nell’area sarebbero state cedute gratuitamente. Questa versione si è rivelata falsa. Nessuno contesta i 1.100 metri quadrati ceduti gratuitamente: il problema è che, leggendo il rogito, si scopre anche la presenza di ulteriori 300 metri quadrati per i quali il Comune potrà pagare 45.000 euro all’anno di affitto, oltre alle manutenzioni ordinarie e straordinarie e alle spese condominiali. È prevista anche un’eventuale operazione di acquisto con la formula dell’affitto a riscatto. Questi elementi non erano mai stati spiegati pubblicamente e, dopo che li abbiamo portati alla luce, l’amministrazione ha dovuto ammetterli».

«Se Malaguzzi vuole sostenere politicamente l’attuale amministrazione e Conad, può candidarsi in Consiglio comunale: gli assicuro che sarebbe in ottima compagnia. Ma il punto non riguarda chi intrattiene rapporti professionali ed economici con il soggetto privato. Riguarda chi governa la città e ha il dovere di leggere le carte, informare il Consiglio comunale e garantire la massima trasparenza, soprattutto quando questi elementi vengono sottaciuti alla città».

«Per questo torno a rivolgere al sindaco Massari e all’assessore Pasini le due domande alle quali non hanno ancora risposto:

Perché avete sempre dichiarato che tutte le strutture sarebbero state gratuite, quando il rogito prevede condizioni diverse per questi ulteriori 300 metri quadrati?


Se oggi sostenete che il Comune può rinunciare a questi spazi, cosa intendete concretamente fare?

Volete procedere con la locazione da 45.000 euro all’anno, valutare l’acquisto oppure rinunciare definitivamente?».

«Prima di mettersi in viaggio bisogna sapere dove si vuole andare. Qui non stiamo parlando soltanto di trasparenza negata, ma anche dei soldi dei cittadini di Reggio Emilia. La scelta spetta all’amministrazione, non al progettista di Conad. Massari e Pasini dicano pubblicamente cosa intendono fare».