Il precedente di Bosco Ospizio, il parco del Quinzio, dimostra che una soluzione è a portata di mano.
Aguzzoli: «Nel 2021 il Comune trattò con il privato e salvò l’area verde. Ora sospenda il cantiere e apra una vera trattativa con Conad»
A Reggio Emilia esiste già un precedente che dimostra come sia possibile intervenire legalmente per salvaguardare un’area verde privata sulla quale insistono diritti edificatori: è il caso del Parco di via Piaggia, conosciuto anche come Parco del Quinzio, situato poco distante dal Bosco Ospizio.
Nel 2021 l’area di via Piaggia, circa 10.000 metri quadrati edificabili fin dal 1984, era destinata alla costruzione di un nuovo intervento residenziale. I residenti si mobilitarono con una raccolta firme e una mozione popolare per chiedere al Comune di salvaguardare l’area.
La richiesta dei cittadini venne sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle, dai Verdi e dagli spazi sociali della città. Una mobilitazione politica e civica trasversale che contribuì a spingere l’amministrazione comunale ad abbandonare la posizione iniziale e a cercare una soluzione alternativa con il proprietario dell’area.
In quella battaglia il consigliere comunale Dario De Lucia affiancò concretamente i residenti e vidimò le firme necessarie alla presentazione della mozione popolare. Fu quella mobilitazione, arrivata in Consiglio comunale il 7 giugno 2021, a sbloccare la situazione e a impegnare il Comune ad acquisire l’area per trasformarla in verde pubblico.
«Quella battaglia la conosco bene perché aiutai personalmente i residenti e vidimai le firme della mozione popolare», dichiara Dario De Lucia. «La raccolta firme e l’iniziativa portata in Consiglio comunale riuscirono a sbloccare una situazione che sembrava già decisa. Il privato aveva diritti edificatori legittimi, ma la mobilitazione dei cittadini spinse il Comune ad aprire una trattativa e a cercare un’alternativa».
Il Comune avviò quindi un confronto con la società EdilGrisendi, proprietaria del terreno. Attraverso un accordo urbanistico, l’impresa rinunciò a costruire in via Piaggia e l’area venne acquisita per diventare definitivamente un parco pubblico. I diritti edificatori furono trasferiti e compensati in altre aree già urbanizzabili, con una riduzione complessiva delle volumetrie e senza consumare nuovo suolo agricolo.
L’allora sindaco Luca Vecchi presentò pubblicamente l’accordo come una vittoria per la città e indicò l’area come un corridoio ecologico significativo per la compensazione climatica.
«Il precedente di via Piaggia smonta la narrazione secondo cui oggi la politica non avrebbe alcuno strumento per intervenire», dichiara Fabrizio Aguzzoli, capogruppo di Coalizione Civica. «Anche allora esistevano diritti edificatori legittimi, un progetto presentato e un privato intenzionato a costruire. Il Comune, però, non si limitò a dichiararsi impotente: ascoltò i cittadini, approvò la mozione popolare, aprì una trattativa e utilizzò gli strumenti previsti dalla legge per trovare una soluzione differente».
Negli atti della Giunta comunale del 27 gennaio 2022 si legge che il Comune avviò formalmente un percorso di confronto con l’operatore economico ai sensi dell’articolo 11 della legge 241 del 1990 e dell’articolo 61 della legge regionale 24 del 2017. L’obiettivo dichiarato era preservare un corridoio ecologico continuo che collega il Quinzio ai grandi parchi urbani della città, verso il Campus San Lazzaro, il Campo di Marte e l’area dell’aeroporto.
«All’epoca Movimento 5 Stelle, Verdi e spazi sociali sostennero la richiesta dei residenti e contribuirono a costruire le condizioni politiche per salvare via Piaggia», prosegue Aguzzoli. «Sul Bosco Ospizio non vediamo la stessa mobilitazione unitaria e, soprattutto, non vediamo quel sostegno tradursi in atti concreti dentro la maggioranza. Alcuni esponenti hanno espresso dubbi o vicinanza alla protesta, ma nessuno ha ancora imposto una vera discussione sulla sospensione del progetto e sulla ricerca di un’alternativa. Non comprendiamo il perché di questa differenza».
«Non stiamo chiedendo al Comune di agire fuori dalla legge. Stiamo chiedendo esattamente il contrario: di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti legali, urbanistici e negoziali che la stessa amministrazione ha già utilizzato con successo», continua Aguzzoli. «Se la Giunta sostiene che il caso di Bosco Ospizio sia diverso, spieghi pubblicamente quali sarebbero le differenze che rendono oggi impossibile ciò che nel 2021 fu possibile».
«La domanda politica è molto semplice: perché con EdilGrisendi il Comune si sedette al tavolo e trovò una soluzione, mentre quando il proprietario è Conad ci viene raccontato che non esiste alcuna possibilità?», aggiunge Aguzzoli. «Non basta dire che la protesta dei cittadini è comprensibile e poi permettere che il progetto vada avanti senza mettere realmente in discussione nulla. L’ascolto non può essere una cerimonia mentre le ruspe aspettano di entrare».
Coalizione Civica chiede al sindaco Marco Massari:
– di proporre immediatamente a Conad la sospensione volontaria dei lavori per il tempo necessario a una trattativa reale;
– di aprire un tavolo tecnico e politico con Conad, Assemblea Bosco Ospizio, associazioni ambientaliste e gruppi consiliari, verificando anche ipotesi di trasferimento, permuta o diversa compensazione dei diritti edificatori;
– di presentare in una commissione consiliare pubblica il precedente di via Piaggia, gli strumenti urbanistici allora utilizzati e una valutazione aggiornata della continuità ecologica tra Quinzio, Ospizio, San Lazzaro, Campo di Marte e aeroporto.
«L’incontro annunciato dal sindaco deve servire a cercare una soluzione, non soltanto a comunicare una decisione già presa», conclude Aguzzoli. «Il precedente esiste, gli strumenti legali esistono e una parte della stessa maggioranza sta chiedendo di fermarsi. Adesso serve la volontà politica di provarci davvero».

