Provvedimento disciplinare archiviato a una dipendente

L’archiviazione del procedimento contro una dipendente comunale conferma i nostri timori: si è cercato di colpire il lavoro delle opposizioni usando i lavoratori come scudo. Non lo accetteremo.

L’archiviazione del procedimento disciplinare avviato dal Comune di Reggio Emilia nel dicembre 2025 contro una dipendente è una vittoria della verità, ma resta una macchia gravissima sul piano politico e amministrativo. La vicenda nasce da un normale accesso agli atti del consigliere Dario De Lucia per monitorare i ritardi dell’ente. Documenti pubblici, prassi consolidate da oltre dodici anni, eppure trasformate in un “caso urgente” per intimidire uffici e consiglieri.

Perché è un punto di non ritorno?

Difesa dei dipendenti: I lavoratori non possono essere usati come pedine dello scontro politico. Chi pagherà per lo stress e le spese legali subite dalla dipendente?

Trasparenza sotto attacco: Vigilare e controllare è un dovere dei consiglieri. Trasformare questa funzione in un “problema disciplinare” significa voler silenziare le critiche.

Metodi discutibili: La documentazione richiesta era già pubblica. Perché costruire un castello di accuse su atti consultabili da chiunque all’Albo Pretorio?

“La vigilanza è la fase più delicata del nostro ruolo,” commenta il consigliere Fabrizio Aguzzoli, “serve a garantire correttezza e rispetto delle regole. Perché chi governa la vive come una minaccia?”

Le responsabilità politiche

Il clima all’interno dell’ente appare oggi disorganizzato e, in certi uffici, tossico. Chiamiamo in causa direttamente il Sindaco Marco Massari, il capo di gabinetto Marco Pedroni e la direttrice generale Francesca Mattioli. Restano inoltre forti dubbi sul ruolo di figure come l’ex segretario PD Gianluca Cantergiani nell’ufficio del Consiglio.

Coalizione Civica non farà un passo indietro: continueremo a pretendere trasparenza. La democrazia non è una concessione della maggioranza, ma un diritto della città.