Reggio Emilia, mozione FCR-Teva: Coalizione Civica chiede lo stop ai rapporti commerciali

Dopo cinque mesi di attesa, approda in Consiglio l’atto per sospendere gli acquisti dal colosso farmaceutico israeliano. De Lucia e Aguzzoli: «Etica e diritti umani prima dei profitti».

Lunedì 12 gennaio il Consiglio Comunale discuterà finalmente la mozione depositata lo scorso settembre da Coalizione Civica. Al centro del dibattito, il legame commerciale tra le Farmacie Comunali Riunite (FCR) e il gruppo multinazionale Teva. La richiesta è netta: sospendere i rapporti con il gigante del farmaco fino a quando il Governo di Israele non cesserà le gravi violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione palestinese.

Coerenza tra valori e scelte amministrative

La proposta non nasce nel vuoto, ma si appoggia sui pilastri identitari della città: lo Statuto comunale, che ripudia la guerra, e lo storico legame di solidarietà sancito dal gemellaggio con la città palestinese di Beit Jala.

«Questa mozione chiede un atto di responsabilità etica a un ente pubblico», dichiara il consigliere Dario De Lucia. «Se una società controllata dal Comune opera sul mercato, non può ignorare il contesto internazionale. Interrompere i rapporti con Teva significa affermare che Reggio Emilia non sacrifica i diritti umani sull’altare del profitto».

Oltre gli ostacoli tecnici

Un punto cruciale del testo riguarda la responsabilità della filiera. Coalizione Civica chiarisce che il provvedimento deve riguardare l’intero gruppo societario, superando le possibili obiezioni sulla sede legale delle filiali italiane.

«Non accettiamo che la questione venga ridotta a un semplice rimpallo tecnico o societario», incalza Fabrizio Aguzzoli. «Sospendere gli acquisti è un segnale concreto e non violento per non essere complici di un sistema di violazioni che, oltre a Gaza, riguarda l’occupazione della Cisgiordania e pratiche condannate dalla comunità internazionale».

L’impegno richiesto alla Giunta

La mozione impegna ufficialmente il Sindaco e la Giunta a:

  • Sospendere fornitura e vendita dei prodotti Teva e delle sue controllate.
  • Garantire la continuità terapeutica per i cittadini, assicurando l’accesso ai farmaci tramite fornitori alternativi, senza alcun aggravio di costi per l’utenza.
  • Promuovere sensibilizzazione: Informare la cittadinanza sui temi della pace e trasmettere l’atto a Regione, ANCI e Governo.

«Reggio Emilia deve fare scelte coerenti, non solo dichiarative», concludono i consiglieri. «Lunedì porteremo in aula la voce di chi crede che le amministrazioni locali possano e debbano fare la loro parte per la pace».