Gara rifiuti, il dietrofront della Giunta. Coalizione Civica: “Basta rinvii, Reggio Emilia merita trasparenza e tariffe eque”

Lunedì scorso in Consiglio comunale è emersa una verità preoccupante sul futuro della gestione rifiuti a Reggio Emilia. Rispondendo a un’interrogazione del nostro consigliere Dario De Lucia, l’assessore Davide Prandi ha ammesso che l’annunciata gara pubblica per il 2026 non è affatto sicura. Nel cronoprogramma regionale, infatti, Rimini è passata davanti al nostro territorio, lasciando Reggio Emilia come l’ultima delle 9 province emiliano-romagnole a dover andare a gara.

Ci troviamo di fronte a un’anomalia democratica ed economica che si trascina ormai dal 2011: da ben 11 anni il servizio rifiuti nella nostra città non viene messo a gara, procedendo di proroga in proroga a favore del monopolio di Iren, senza alcun confronto competitivo tra operatori.

I costi del non-mercato: bollette sempre più care

Il costo di questa mancata concorrenza ricade interamente sulle spalle dei reggiani. Negli ultimi cinque anni i costi complessivi del servizio sono lievitati di quasi il 30%, passando da 80 a 103 milioni di euro.

Le proiezioni per le tariffe non sono migliori, con aumenti medi stimati che peseranno sui bilanci familiari e sulle attività commerciali (fino a 145 euro in più per la ristorazione).

“La risposta della Giunta in aula è stata fumosa: ‘forse si farà, se ne parlerà più avanti’. Gli annunci trionfalistici fatti mesi fa sulla stampa non corrispondevano alla realtà. Questo non è un atteggiamento serio nei confronti dei cittadini.”

Dario De Lucia, Consigliere comunale di Coalizione Civica

La nostra proposta: la mozione popolare

Come Coalizione Civica, insieme a Reggio Emilia Ripuliamoci, abbiamo depositato già a giugno una mozione popolare per chiedere un percorso pubblico, trasparente e verificabile sull’affidamento del servizio.

I dati dimostrano che cambiare rotta è possibile e conveniente. Laddove si sono celebrate le gare pubbliche, i territori hanno risparmiato cifre importanti:

 Bacino di Parma: oltre 34 milioni di euro di risparmio in 15 anni.

 Bacino di Piacenza: circa 24 milioni di euro di risparmio.

Reggio Emilia non può continuare a restare ferma alla logica delle proroghe infinite e degli aumenti automatici. Serve una scelta politica chiara: gara pubblica, trasparenza e un servizio costruito nell’esclusivo interesse della città.