RCF Arena e il caso Kanye West: Reggio Emilia non si governa con l’effetto vetrina
Servono trasparenza, rimborsi immediati e tutela dei lavoratori. Dopo lo stop del Prefetto, chiediamo un radicale cambio di metodo nella gestione dei grandi eventi.
È ufficiale: il Prefetto ha disposto lo stop ai concerti di Kanye West e Travis Scott alla RCF Arena per ragioni di ordine pubblico e sicurezza. Una decisione che non può essere archiviata come una semplice vicenda di spettacolo: è un fatto politico e amministrativo grave, che chiama in causa la programmazione, le verifiche preliminari e la gestione della credibilità istituzionale della nostra città.
Come Coalizione Civica, avevamo sollevato il problema già a gennaio. Avevamo chiesto formalmente che l’evento legato a Kanye West si svolgesse solo a fronte di garanzie chiare, in particolare sul fatto che non vi fosse alcuna apologia di nazismo o antisemitismo. Su quel punto, PD e destra uniti votarono contro la nostra mozione: un segnale politico preoccupante, che mostra come i valori vengano messi in secondo piano quando ci sono “affari” da non disturbare. Se c’è un elemento positivo in questa vicenda, è che questo rischio — nella terra dei Fratelli Cervi e dell’antifascismo — oggi non si realizzerà.
Dal racconto alla realtà: il fallimento del metodo
L’iniziativa era stata presentata in Comune in grande stile: annunci, foto e dichiarazioni alla presenza del sindaco Marco Massari, dell’ex sindaco Luca Vecchi e del presidente della Provincia Giorgio Zanni. Il messaggio era quello della piena prontezza organizzativa. Oggi, però, emerge che la narrazione della Giunta non era allineata alla realtà delle condizioni operative e dei profili di rischio. Senza dimenticare le parole di giubilo del Vicesindaco Lanfranco De Franco, che ha sostenuto l’evento fin dalla sua genesi, salvo poi sparire quando le cose hanno iniziato a farsi poco chiare.
Un provvedimento di questo livello non è un dettaglio tecnico. Come si legge nella nota della Prefettura:
“La decisione riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la RCF Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica […]”
Questo significa che non vi erano le condizioni minime per garantire la sicurezza dei cittadini e degli spettatori. La RCF Arena è un’infrastruttura complessa: se funziona porta valore, se viene gestita con superficialità si trasforma in un boomerang economico e reputazionale che scarica i costi sulla città.
Le nostre richieste: trasparenza, rimborsi e tutele
Un’Amministrazione seria fa il contrario di quanto visto qui: prima verifica con rigore, poi annuncia; prima costruisce un quadro solido con tutti gli attori coinvolti, poi si prende la responsabilità pubblica. Ora non bastano le frasi di circostanza. Chiediamo risposte pubbliche su tre punti chiari:
Verifica dei rischi
Chi ha ritenuto sostenibile la gestione di due eventi da oltre 100mila persone in sole 24 ore in termini di trasporti, logistica e presidio sanitario?
Rimborsi immediati
Devono essere garantiti i rimborsi a tutte le persone che hanno acquistato biglietti o pacchetti turistici, con procedure rapide.
Tutela dei lavoratori
Nessun lavoratore, facchino, tecnico o fornitore locale deve restare con ore lavorate non riconosciute o pagamenti sospesi a causa dello scaricabarile tra organizzatori e istituzioni.
Reggio Emilia non merita né figuracce né improvvisazione. Abbiamo bisogno di grandi eventi che siano sostenibili, organizzati bene e coerenti con la storia della città. È tempo di rimettere al centro il principio di responsabilità.

