Nessuna zona franca dalla legalità: la sicurezza a Reggio Emilia non è uno slogan

Solidarietà ai tre carabinieri aggrediti nella zona della stazione. Ma ora servono fatti concreti: presidio fisso e rigenerazione urbana.

Esprimiamo piena solidarietà ai tre carabinieri aggrediti durante un intervento nella zona della stazione a Reggio Emilia. Tre servitori dello Stato sono finiti al Pronto Soccorso mentre facevano semplicemente il proprio lavoro: un fatto gravissimo, che non ammette alcuna ambiguità.

La nostra posizione è netta: stiamo dalla parte delle forze dell’ordine. Chi indossa una divisa deve poter operare in sicurezza, senza il rischio di subire aggressioni, minacce o di trovarsi circondato da chi cerca di ostacolare un fermo.

La realtà della zona stazione

A Reggio Emilia non possono esistere zone franche in cui la legalità viene sospesa. Ogni cittadina e cittadino ha il diritto fondamentale di vivere, lavorare, aprire un’attività, aspettare un autobus o prendere un treno in un quartiere sicuro.

Questa situazione, tuttavia, non è nata all’improvviso. Chi ha amministrato la città negli ultimi anni – in piena continuità con l’attuale gestione – ha fatto scelte sbagliate. Si è preferito puntare su annunci e interventi spot, lasciando che la legalità sulle strade scivolasse progressivamente verso il collasso.

Due mosse indispensabili

Non servono altre parole, servono decisioni immediate e concrete:

1. Un presidio stabile e coordinato delle forze dell’ordine, attivo ogni giorno e non solo quando scatta l’emergenza.

2. Un vero piano di rigenerazione urbana per il quartiere: più illuminazione, manutenzione costante, nuovi servizi, recupero degli immobili degradati e un contrasto quotidiano e capillare allo spaccio e alle occupazioni abusive.

La sicurezza è un diritto sociale, non uno slogan da rispolverare unicamente dopo l’ennesimo grave episodio di cronaca.