Nidi e scuole: il Pubblico arretra, il Privato avanza. La nostra battaglia per il Modello Reggio

Coalizione Civica denuncia: “Negli ultimi anni Reggio Emilia ha perso posti nelle scuole comunali a favore di FISM e privati. Nel 2025 oltre 2,5 milioni di euro di fondi pubblici andranno alle scuole private. È ora di invertire la rotta.”

Il bilancio dell’Istituzione Scuole e Nidi racconta una realtà ben diversa dalla narrazione ufficiale: meno posti pubblici, rette aumentate e nessuna vera strategia di rilancio per il sistema comunale.

Una storia tradita

Reggio Emilia ha costruito la propria identità sui nidi e sulle scuole dell’infanzia comunali. Un sistema nato da un’alleanza sociale e politica straordinaria, guidata dalle donne, dalle famiglie e dall’UDI per il diritto all’educazione e l’emancipazione femminile.

Oggi chiediamo all’Amministrazione: cosa direbbero quelle donne davanti alla lenta ritirata del Pubblico? Noi crediamo che non sarebbero contente di vedere il Comune indietreggiare proprio sul campo che ci ha resi un modello nel mondo.

La realtà oltre la propaganda: il “caro-rette”

Il primo dato politico che scompare nella narrazione di chi governa è l’aumento delle rette e della mensa deciso lo scorso anno. Un colpo durissimo per migliaia di famiglie:

1.401 famiglie colpite (il 76% degli iscritti).

• Aumenti fino a 45 euro al mese per le fasce medie.

• Una spesa extra di 450 euro all’anno per chi ha un ISEE familiare di 35mila euro.

Ignorare questo dato è un esercizio di distorsione della realtà degno del “Ministero della Verità” di Orwell: si cancella ciò che è scomodo per la propaganda e si racconta solo una parte della storia. Se vogliamo davvero più bambini nei nidi, dobbiamo abbassare le rette, non nasconderne l’aumento.

I numeri del sorpasso

Non è solo un problema di tariffe, è un problema di sistema. Da anni assistiamo a una ritirata del servizio pubblico diretto, giustificata con l’inverno demografico o i vincoli di bilancio. Ma i numeri svelano scelte politiche precise:

Scuole Infanzia Comunali (2021-2025): da 1.612 a 1.664 posti (-52 posti, pari a 2 sezioni chiuse).

Nidi Comunali (2021-2025): da 729 a 748 posti (+19 posti).

Nidi FISM/Privati (2021-2025): da 316 a 391 posti (+75 posti).

Il dato è inequivocabile: il Pubblico arretra, il Privato convenzionato avanza.

Milioni di euro senza garanzie di parità

Parallelamente alla riduzione del peso del Pubblico, aumentano i trasferimenti di denaro verso il sistema privato:

2014: 1,3 milioni di euro.

2020: 1,6 milioni di euro.

2025: 2,5 milioni di euro.

“Non neghiamo il ruolo del privato convenzionato, ma pretendiamo trasparenza. Non si possono trasferire milioni di euro pubblici senza esigere un allineamento su rette, condizioni di lavoro dei dipendenti e standard educativi. Il Comune finanzia, ma non impone una parità sostanziale.”

Basta alibi sul personale

Ci dicono che il Comune non può assumere per vincoli di bilancio o perché nessuno vuole più lavorare nel pubblico. Sono giustificazioni, non strategie. Per assumere servono i concorsi. Per rendere attrattivo il lavoro serve investire negli accordi di secondo livello, sulla stabilità e sulla qualità organizzativa. Altre città lo hanno fatto e hanno trovato il personale; Reggio non può usare il reclutamento come alibi permanente per smantellare il servizio pubblico.

Le nostre proposte: un nuovo inizio

Chiediamo all’assessora Marwa Mahmoud e al sindaco Marco Massari una fase nuova:

1. Piano pluriennale di espansione dei nidi e delle scuole comunali.

2. Revisione immediata delle rette, partendo dalle famiglie più colpite dagli aumenti.

3. Piano straordinario per il personale: concorsi, stabilizzazioni e migliori condizioni contrattuali.

4. Nuove regole per il privato: chi riceve fondi pubblici deve garantire standard, rette e contratti pubblici.

Reggio Emilia non può vivere di rendita. Il “Modello Reggio” non si difende nei convegni, ma nelle aule delle scuole comunali.

Vogliamo essere ancora la città dei nidi pubblici o vogliamo diventare la città che paga il privato per sostituirli? Noi di Coalizione Civica abbiamo scelto: stiamo dalla parte del Pubblico. È ora che anche il Comune faccia lo stesso.