“IO MI RIFIUTO”: la proposta popolare chiede la gara pubblica entro il 2026, trasparenza e una tariffa davvero premiante

Ripuliamoci e Coalizione Civica: “Tutti i sabato mattina la raccolta firma in Piazza Fontanesi, vi aspettiamo”

C’è un momento in cui una città smette di limitarsi a lamentarsi delle bollette e decide di pretendere risposte, numeri e scelte verificabili. È da qui che nasce “IO MI RIFIUTO”, la proposta popolare presentata oggi da Coalizione Civica e Reggio Emilia Ripuliamoci. La campagna è guidata da Stefano Ferrari, cittadino portavoce che porterà il testo in Consiglio comunale dopo la raccolta firme: “Il primo banchetto sarà in Piazza Fontanesi il 14 Febbraio, partiamo a San Valentino perchè per noi è un gesto d’amore per la città e i reggiani questa campagna”

Sul tavolo non c’è uno slogan, ma un tema di amministrazione concreta: a Reggio Emilia, secondo quanto riportato anche nel dibattito pubblico di questi mesi, il servizio rifiuti non viene messo a gara dal 2011 e da allora prosegue in proroga, senza confronto competitivo tra operatori; nello stesso periodo, si segnala un incremento dei costi indicato come vicino al 30% in cinque anni (da 80 a 103 milioni). In parallelo, nonostante percentuali di raccolta differenziata molto alte, le tariffe continuano a crescere: per il 2025 vengono richiamati aumenti medi tra 13 e 40 euro per le famiglie e fino a 145 euro per alcune attività di ristorazione.

«Questa proposta nasce da una cosa semplice: se paghiamo tutti, dobbiamo poter capire e controllare», dichiara Stefano Ferrari. «Vogliamo un servizio migliore e costi più giusti per famiglie e attività. Ma soprattutto vogliamo regole chiare: sapere quanto costa, perché costa così e cosa otteniamo in cambio. Senza trasparenza, le bollette diventano solo un destino, e invece devono tornare a essere il risultato di scelte discutibili e migliorabili».

Il cuore della proposta popolare si traduce in quattro richieste, pensate per essere nette e misurabili. La prima è avviare una gara pubblica entro il 2026 per affidare il servizio rifiuti con obiettivi e standard verificabili, perché è lì che si può capire se esistono condizioni migliori per la città. La seconda è trasparenza su costi e tariffe, con la pubblicazione di dati e criteri di calcolo: quanto costa il servizio, cosa paghiamo in bolletta, quali risultati otteniamo. La terza è una tariffa puntuale davvero premiale, per rendere reale il principio “chi meno produce, meno paga”, con una quota fissa più bassa e un incentivo concreto per chi riduce l’indifferenziato. La quarta riguarda più controllo pubblico e tutela dei cittadini, riportando in gestione comunale accertamenti, contenziosi e anti-evasione, così che le fasi più delicate non diventino un labirinto per chi riceve una contestazione o vuole chiarimenti.

«Noi non stiamo chiedendo un salto nel buio: stiamo chiedendo normalità amministrativa e buon senso.» – dichiarano Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, consiglieri comunali di Coalizione Civica – «Una gara pubblica e dati accessibili significano una cosa: poter verificare se si può spendere meglio e ottenere un servizio più efficiente. E significa anche difendere davvero i cittadini quando si aprono accertamenti o contenziosi: la tutela dell’utenza non può essere una nota a margine».,

Nel confronto pubblico, un esempio viene da territori che hanno già imboccato la strada della gara. Nel bacino di Parma, ATERSIR ha indicato che la concessione posta a base di gara era pari a 813 milioni di euro ed è stata aggiudicata con uno sconto del 4,27%, per un risparmio di oltre 34 milioni in quindici anni; nel bacino di Piacenza, su 505,2 milioni a base di gara, lo sconto è stato del 4,77%, con un risparmio di circa 24 milioni in quindici anni. «Non c’è nessuna magia: ci sono procedure pubbliche che, se fatte bene, possono tenere sotto controllo i costi e alzare l’asticella della qualità», aggiunge Ferrari. «È esattamente quello che vogliamo anche qui».

La raccolta firme prosegue tutti i sabati mattina dalle 9.00 alle 13.00 in Piazza Fontanesi. Possono firmare elettrici/elettori residenti a Reggio Emilia, con documento. «Il nostro appello è semplice: venite e portate gente a firmare», conclude Ferrari. «Una firma è un gesto concreto: porta la proposta in Consiglio comunale e costringe tutti a dire, davanti alla città, cosa vogliono fare davvero».

Il 23 settembre alle 20.30 invece è prevista una iniziativa pubblica per confrontarsi sulla proposta popolare al Centro Sociale Catomes Tot.

CONTATTI

Chi vuole dare una mano ai banchetti o raccogliere firme può scrivere su WhatsApp o chiamare Stefano Ferrari +39 340 773 6476 o scrivere a partecipa@coalizionecivica.re.

È possibile sostenere la campagna anche con una donazione ai banchetti o tramite bonifico intestato a Coalizione Civica, causale “campagna rifiuti”IBAN IT91 J070 7266 4000 0000 0737 483