«NON SONO CRESCIUTI A PANE E CORAGGIO»
Coalizione Civica: «PD e alleati hanno fatto saltare la Commissione sull’Hellwatt Festival. Di cosa hanno paura?
Lunedì 3 agosto alle 12.30 conferenza stampa pubblica in Comune»
La Commissione consiliare richiesta dalle opposizioni per fare luce sul fallimento dell’Hellwatt Festival non si è potuta svolgere perché la maggioranza ha deciso di non partecipare, facendo così mancare il numero legale.
È un fatto grave. Non per le opposizioni, ma per tutta la città.
«Non sono cresciuti a pane e coraggio. Se si ha la coscienza a posto, si accetta il confronto, si ascoltano tutte le parti e si risponde alle domande. Non si fa saltare una Commissione pubblica perché si teme quello che potrebbe essere detto».
Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma fare in modo che la debacle dell’estate 2026 all’Arena Campovolo non si ripeta nell’estate 2027. Per riuscirci è indispensabile capire cosa è accaduto, quali errori sono stati commessi e quali correttivi devono essere adottati.
Per mesi Hellwatt è stato raccontato alla città come un grande progetto capace di portare Reggio Emilia al centro della scena musicale internazionale. Victor Milani ne era il fondatore e direttore artistico, prima della rottura con C.Volo e del successivo fallimento del progetto.
Oggi Milani chiede di parlare pubblicamente e sostiene di avere elementi importanti da raccontare alla città. Non spetta a noi stabilire preventivamente se abbia ragione o torto: proprio per questo avremmo voluto ascoltarlo, fare domande e permettere un confronto pubblico.
Quando i responsabili di C.Volo hanno partecipato alla precedente Commissione, dopo iniziali resistenze, abbiamo ascoltato la loro ricostruzione. Molte delle domande poste dai consiglieri di opposizione sono rimaste senza risposta. Oggi chiedevamo semplicemente di ascoltare anche l’altra parte.
La maggioranza sostiene invece che la sede istituzionale non debba essere utilizzata per affrontare una controversia tra privati. Ma qui non stiamo parlando soltanto di una lite privata. Stiamo parlando di un progetto che ha coinvolto per mesi la città, l’RCF Arena, l’Amministrazione comunale, migliaia di spettatori, operatori economici e l’immagine stessa di Reggio Emilia.
L’Arena Campovolo non è una semplice iniziativa privata. L’impatto della sua attività sulla viabilità, sulla sicurezza, sull’economia locale, sui residenti e sull’immagine della città rende inevitabile un ruolo attivo dell’Amministrazione comunale. Il Comune non può limitarsi ad assistere agli eventi: deve esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo, controllo e regolazione rispetto a manifestazioni che incidono così profondamente sulla vita della città.
È questo il compito della politica quando vuole capire cosa sia accaduto: ascoltare, fare domande e verificare. Non scegliere in anticipo quale versione possa entrare nelle istituzioni e quale debba restarne fuori.
Ancora più significativo è il comportamento del sindaco Marco Massari. Invitato a partecipare alla Commissione, non ha ritenuto neppure di rispondere. Un silenzio che, di fronte a una vicenda di questa rilevanza, non aiuta a fare chiarezza.
Esiste un evidente problema di trasparenza.
La trasparenza non è un favore concesso alle opposizioni e non può dipendere dalla disponibilità della maggioranza: è un dovere nei confronti dei cittadini e un presupposto del buon governo.
Far saltare il numero legale non cancella le domande. Aumenta soltanto i dubbi.
Non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare al nostro ruolo di controllo e di garanzia. Comprendere ciò che è accaduto non significa guardare al passato, ma evitare che gli errori dell’estate 2026 si ripetano nell’estate 2027.
Per questo lunedì 3 agosto alle ore 12.30, in Comune, terremo una conferenza stampa congiunta pubblica per ricostruire quanto accaduto, riproporre le domande rimaste senza risposta e spiegare come intendiamo recuperare quel momento di confronto che oggi è stato impedito.
La Commissione è saltata. Le domande restano. E noi continueremo a farle.
