Rifiuti, ancora stangata per le famiglie reggiane: il PD continua a blindare Iren evitando la gara pubblica

A Reggio Emilia il peso della Tari continua a crescere. Anche per il 2026, cittadini e attività economiche dovranno far fronte a nuovi rincari, che si sommano a quelli già registrati negli scorsi anni. In Commissione è emerso un aumento medio per le utenze domestiche che oscilla tra gli 8 e i 24 euro annui, un incremento percentuale di circa il 5%.

I numeri del rincaro

Le cifre parlano chiaro: per una famiglia di una persona l’aumento è di 8,57 euro, arrivando a 24,16 euro per un nucleo di sei persone. Una pressione fiscale in aumento in un territorio già ai vertici per il costo del servizio rifiuti in regione.

La denuncia di Coalizione Civica

“Non c’è pace per i cittadini reggiani”, commentano i consiglieri Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli. “PD e Iren continuano a pesare sulle tasche delle famiglie mentre la politica del Partito Democratico si ostina a rinviare la gara pubblica, mantenendo un regime di proroghe che dura ormai da oltre 11 anni”.

L’assessore Prandi aveva promesso la gara entro il 2026, ma la realtà è ben diversa: se ne riparlerà forse nel 2028. Nel frattempo, il costo del servizio è passato in cinque anni da 80 a 103 milioni di euro.

La nostra proposta: trasparenza e concorrenza

Non ci limitiamo a contestare. Insieme a Reggio Emilia Ripuliamoci, abbiamo depositato una mozione popolare per chiedere l’indizione immediata di una gara pubblica. I casi di Parma e Piacenza dimostrano che la concorrenza porta risparmi milionari. Reggio Emilia non può più restare l’unica a non allinearsi. Continueremo a batterci in Consiglio affinché venga garantita la massima trasparenza e una gestione efficiente nell’interesse esclusivo dei cittadini.

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