Perché la scelta del Circolo Gramsci sul gnocco fritto è un esempio di vera comunità
Negli ultimi giorni abbiamo letto sui social network commenti davvero surreali riguardo a una scelta intrapresa dal Circolo Gramsci alla Casetta del Campo di Marte: quella di proporre, tra le varie opzioni, il gnocco fritto preparato senza strutto.
Davanti a certe reazioni scomposte, il nostro consigliere comunale Dario De Lucia ha voluto fare chiarezza, invitando tutti alla calma e riportando il dibattito sul binario del buon senso.
“Qui non c’è nessun attacco alla tradizione, ma un’iniziativa semplice e intelligente che permette a più persone di partecipare, cenare insieme e vivere uno spazio pubblico.”
— Dario De Lucia
Inclusione e rispetto
La scelta del Circolo Gramsci non toglie niente a nessuno, ma aggiunge un posto a tavola per molti. Campo di Marte è un parco vissuto quotidianamente da una comunità plurale:
Famiglie musulmane: residenti nel quartiere che possono così condividere un momento di festa nel rispetto delle proprie tradizioni religiose.
Vegetariani e vegani: una fetta di popolazione in costante crescita (circa il 10% degli italiani) che non consuma prodotti o derivati di origine animale.
Persone con esigenze dietetiche: l’assenza di grassi animali rende il prodotto accessibile anche a chi deve seguire particolari regimi alimentari.
Permettere a tutte queste persone di sedersi allo stesso tavolo, mangiare un piatto tipico rivisitato e sentirsi parte della nostra comunità è esattamente l’obiettivo che i circoli, i parchi e i luoghi popolari della nostra città dovrebbero perseguire.
Dall’astrazione ai fatti: la politica del quotidiano
Come Coalizione Civica, sosteniamo da sempre che l’integrazione e la coesione sociale non si fanno nei convegni autoreferenziali o con parole astratte. Si fanno nei quartieri, con azioni concrete, accessibili e quotidiane.
I volontari del centro sociale hanno dimostrato cosa significa fare comunità nei fatti, abbattendo barriere invisibili con un gesto semplice.
Un grande ringraziamento va quindi al Circolo Gramsci e al presidente Gandino per questa scelta di apertura e civiltà. Campo di Marte è il parco di tutti, e come Coalizione Civica continueremo a lavorare affinché Reggio Emilia sia una città sempre più inclusiva, accogliente e aperta
