Un debito da 124 milioni nel 2028: Coalizione Civica chiede responsabilità per il futuro di Reggio

Lunedì 2 marzo, il Consiglio Comunale di Reggio Emilia è stato chiamato a votare una mozione cruciale presentata da Coalizione Civica. Al centro del dibattito c’è la sostenibilità finanziaria dell’ente e una proiezione allarmante: il debito complessivo del Comune è destinato a salire fino a 124 milioni di euro entro il 2028.

“Il debito non può diventare l’eredità che lasciamo a chi verrà dopo”, dichiara il consigliere Dario De Lucia. “Non possiamo permettere che il conto delle scelte di chi governa oggi ricada sui bambini di adesso, che da adulti rischiano di ritrovarsi sulle spalle un Comune sempre più indebitato e con meno risorse per servizi, scuole, manutenzioni e investimenti”.

I numeri della crisi finanziaria

I dati della programmazione mostrano un incremento netto rispetto alla pianificazione precedente. Nel triennio, il debito residuo aumenterebbe di quasi 23 milioni di euro. Questo si traduce in un peso insostenibile sulla spesa corrente: la quota interessi salirebbe di oltre 1,2 milioni, portando il totale degli interessi annuali da versare alle banche a 4 milioni di euro. Complessivamente, la rata totale per la restituzione del debito raggiungerà gli 11,6 milioni di euro l’anno.

Si tratta di risorse sottratte direttamente ai servizi: sono i soldi delle tasse dei reggiani che dovrebbero finanziare asili, stipendi del personale, manutenzione delle strade e welfare, e che invece finiranno negli oneri finanziari.

Il confronto regionale: l’anomalia Reggio

Il documento di Coalizione Civica mette in luce un confronto impietoso con gli altri capoluoghi dell’Emilia-Romagna. Reggio Emilia risulta molto più esposta rispetto a città comparabili.

  • Reggio Emilia: Il debito pro capite arriverebbe a 723 euro nel 2028.
  • Modena: Una città simile per dimensioni e colore politico, presenta un indebitamento di appena 77 euro per abitante.

“Se altrove si riesce a governare tenendo basso il debito, significa che è possibile farlo anche qui”, sottolinea De Lucia. “A Reggio Emilia, invece, si continua a caricare debito e a spostare in avanti il problema”.

Gestione dei progetti e fondi PNRR

Oltre all’indebitamento, preoccupa l’incapacità gestionale. Un esempio lampante è la recente perdita di 1,1 milioni di euro di fondi PNRR sul progetto PRU R60, a causa del mancato rispetto dei tempi. “Ci troviamo al paradosso che ciò che viene annunciato in pompa magna a inizio anno viene poi cancellato perché manca personale e controllo sui progetti, ma nel frattempo si accendono debiti. Chiediamo all’amministrazione di concentrarsi su poche cose concrete, senza inseguire sogni faraonici che non sono in grado di portare avanti”.